Chi/Che cosa

Ad una persona si può chiedere “chi sei?”, oppure “che cosa sei?”. Hannah Arendt, filosofa ebrea autrice all’indomani della seconda guerra mondiale di un monumentale saggio su Le origini del totalitarismo, sostiene che noi facciamo un po’ di confusione rispetto alla distinzione tra queste due domande. Perché se io chiedo “chi sei” e c’è una risposta verbale, discorsiva, non può essere che la narrazione. Ma se io chiedo a qualcuno “che cosa sei”, non è la narrazione di una storia, ma un elenco delle qualità, dei talenti, delle tendenze, delle appartenenze della persona a cui viene chiesto cosa sei. Se mi chiedete chi sei, dice Arendt, devo raccontarvi la mia storia di vita, che è unica, come la storia di ognuno di voi. Ma se mi chiedete che cosa sei, prosegue, dirò “sono una giornalista e una filosofa della politica, sono italiana, sono occidentale, sono bianca, sono una giovane donna e così via”. In questo “che cosa” che riguarda Arendt, non c’è nulla di unico, anzi, ci sono elementi molto comuni, perché sono molte le giovani donne; alcune sono le giovani donne che fanno filosofia politica e giornalismo, eccetera. Ogni volta che parliamo del “che cosa”, noi parliamo di qualità comuni, che non definiscono un’identità singolare.

Fissa il tuo primo colloquio gratuito!

La prima sessione della durata di 30 minuti è GRATUITA. Sarà utile per fare conoscenza e concordare gli obiettivi.

Torna su

Ciao, sono Iris Gargano

Pedagogista professionista e attualmente specializzanda in Counseling Filosofico.

Scarica il mio e-book: Comunicazione Assertiva sul luogo di lavoro, in modo totalmente gratuito!