La vostra relazione primaria è quella coniugale?

Molti genitori cercano nei figli le proprie relazioni primarie, anziché nel coniuge. Soprattutto le madri sembrano appoggiarsi sui figli per ottenere soddisfazioni e piaceri che sarebbe più opportuno cercare nella relazione coniugale. Spesso questo porta a “mettere i figli prima di tutto”, a “sacrificarsi per i figli” o a contare sul fatto che i figli “riescano bene”, a causa del grosso investimento dei genitori nella relazione genitore-figlio. Per questi genitori il comportamento dei figli assume un significato troppo cruciale: i genitori sentono che i figli devono essere costantemente osservati, diretti, controllati, valutati, giudicati. Inoltre, per essi è seriamente difficile consentire ai propri figli di sbagliare nella vita e ritengono doveroso proteggerli dagli insuccessi contro ogni possibile pericolo. I genitori efficaci sanno mantenere con i propri figli una relazione più misurata; la loro relazione primaria infatti è quella coniugale. I figli occupano sicuramente un posto significativo nella loro vita, ma non più importante del posto del coniuge. Questi genitori amano stare con i figli, ma amano anche trascorrere un po’ di tempo da soli con il proprio partner. Il loro investimento non è solo nei figli, ma anche nel matrimonio. Il modo in cui i figli si comportano, o quanto realizzano, non è quindi un aspetto eccessivamente critico. Sono più propensi a credere che i figli hanno la loro vita da vivere e che si debba concedere loro maggiore libertà per foggiarsi. Li correggono meno frequentemente, sono presenti quando i figli ne hanno bisogno, ma non sentono l’urgenza di intromettersi nella loro vita se non sono i figli a chiederlo espressamente. In genere non trascurano i figli, tuttavia non sono ansiosi. L’atteggiamento mentale per i genitori efficaci è “i figli sono figli”, e questo permette l’accettazione di questi ultimi per quello che sono. Questa categoria di genitori tenderà ad essere più “accettante”; pochi comportamenti li indisporranno, avranno meno bisogno di controllare, ammonire, limitare, dirigere, consentendo più libertà, più separatezza. Thomas Gordon, psicologo clinico e pioniere nell’insegnamento di metodi per la gestione dei conflitti per genitori, scrive: “Sono giunto a comprendere con maggiore chiarezza perché i genitori che hanno una relazione coniugale insoddisfacente trovano assai difficile accettare i figli: essi hanno un eccessivo bisogno di ottenere dai figli le gioie e le soddisfazioni che mancano nella relazione coniugale.

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Ciao, sono Iris Gargano

Pedagogista professionista e attualmente specializzanda in Counseling Filosofico.

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