Prendi la rabbia… “con filosofia”

Quando siamo arrabbiati possiamo pensare che sfogarci ci sarà d’aiuto.  Le nostre ricerche si concentrano sulla questione pratica di come poter vincere rabbia e risentimento della vita quotidiana, che ciascuno che ciascuno conosce grazie alla forza del pensiero. Nessun uomo arrabbiato o adirato può mai essere considerato felice; soltanto chi “sa vincere l’irritazione” può raggiungere uno stato di benessere. Nella maggior parte dei casi, la rabbia è una lotta con noi stessi che trasciniamo dall’esterno all’interno della nostra mente e che come un incendio si propaga agli altri rapidamente conducendo al conflitto. 

Cause della rabbia. Le cause della rabbia si nascondono prevalentemente nella violazione dell’amor proprio, nell’offesa inaspettata,, nell’umiliazione, nel torto subìto, nell’ingiustizia. La rabbia nasce quando la realtà non corrisponde alle nostre aspettative, quando le cose non vanno come abbiamo sperato, quando qualcuno esprime un’opinione su di noi che differisce negativamente dall’immagine che abbiamo di noi stessi. Riconoscerlo è fondamentale per gestire la rabbia: il nostro pensiero non può modificare la realtà esterna o il comportamento altrui, ma può influenzare il nostro modo di percepire, interpretare, valutare quello che succede e la prospettiva da cui guardiamo. 

Rimedi:

  1. Riconosci che la rabbia è una “guerra”. ll primo rimedio si basa sul riconoscere che la rabbia consiste in un conflitto interiore. Seneca notava a ragion veduta che è una sorta di guerra sul piano personale, solo che mancano le armi e i soldati.
  2. Evita le reazioni immediate.  “Il miglior rimedio dell’ira è il saper rinviare. All’inizio non chiederle di perdonare, ma di formulare un giudizio”(Seneca, De Ira).  La rabbia è l’unica emozione che si può “scaricare”, per esempio scrivendo. Prendersi del tempo per “sbollire” gli impulsi abbassa l’intensità emozionale e permette di avere maggiore autocontrollo, ma non solo: questo presuppone una decisione e una volontà corrispondenti, Prenditi il tempo per placare il tuo spirito scrivendo cosa ti ha fatto notare il montare della rabbia? Tensione fisica o vampata di calore? Un pensiero, magari un’imprecazione?. Affinché possa essere efficace occorre radicare dentro di sé la convinzione che sia questa la (re)azione migliore. Ogni pensiero sano è legato all’esercizio.
  3. Analizza te stesso. Uno dei rimedi più importanti contro la rabbia e la collera che, se interiorizzato e praticato con regolarità, aiuta a migliorare la salute psichica. Invece di ostinarsi con il pensiero sull’altro o sul tuo orgoglio ferito, occorre chiedersi, come diceva Seneca: “Non abbiamo fatto anche noi cose simili? Non abbiamo sbagliato allo stesso modo?”. Se guardiamo dentro di noi con onestà, probabilmente constateremo che ci sono pochi errori che non abbiamo commesso anche noi.  Ma quando si tratta di noi stessi, abbiamo sempre una scusa e una giustificazione: eravamo stanchi, stressati, esauriti ecc. Il primo successo che ne deriva è che prendiamo le distanze nella nostra mente sia da chi ci ha provato l’emozione che dall’emozione stessa, smettendo di alimentarla.  È questo il primo passo per comprendere l’altro e assumere un atteggiamento più mite; allo stesso tempo, cambia la prospettiva sul comportamento altrui. Anziché riconoscere nell’altro un mero aggressore, si riesce a immaginare che egli stia attraversando un periodo difficile, che abbia dei problemi seri o che sia vittima di circostanze che non è in grado di gestire e per questo scaraventa sul prossimo le sue frustrazioni. Questo non vuol dire accettare di essere trattati come contenitori della rabbia altrui, ma ha a che fare con lo sviluppo di un’umanità più sentita e una maggiore comprensione reciproca. Spesso, ci arrabbiamo per cose alle quali diamo un’importanza che oggettivamente non hanno.

“Di ciò che facciamo tanto corrucciati, nulla è serio, nulla è importante: la vostra ira, vi dico, la vostra pazzia nasce dal vostro sopravvalutare cose da nulla.” (Seneca).

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Ciao, sono Iris Gargano

Pedagogista professionista e attualmente specializzanda in Counseling Filosofico.

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